2-Colui che non si assume l'incarico di governare i Musulmani con lealtà ed attenendosi alle Leggi di Allah, non merita di essere designato

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Non va incaricato qualcuno che non lo merita, soltanto in virtù dell’amicizia o della parentela, ciò non è permesso in Islam, e si definisce favoritismo, clientelismo e nepotismo a seconda dei casi. In quanto significherebbe favorire indebitamente una persona a scapito di altri che potrebbero invece possedere qualità migliori. Vi sono molte narrazioni autentiche che arrecano questo messaggio.

Ibn Mas’ûd (che Allah ne sia compiaciuto) riferì che il Messaggero di Allah (che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui) disse: “Vedrete dopo di me il favoritismo e cose che disapproverete.” Essi chiesero: “Cosa ci ordini di fare (in quelle circostanze)?” Egli rispose: “Assolvete gli obblighi e chiedete i vostri diritti ad Allah.” [Al-Bukhârî e Muslim]

Questo hadith ci insegna che se si hanno dei governanti che negano i diritti degli uomini favorendo se stessi e i propri familiari, allora avere pazienza è la migliore risorsa. Piuttosto che ribellarsi contro i governanti, bisognerebbe cercare perdono e l’assoluzione da Allah e pregare per la Sua Protezione contro il male e la tirannia del governante a patto che non stia apertamente mostrando miscredenza.

Usaid bin Hudhari (che Allah ne sia compiaciuto) riferì che una persona degli Ansari disse: “O Messaggero di Allah ! Tu hai scelto il tale e tal altro e perché non hai scelto me?” Il Messaggero disse: “Dopo di me, vedrai altri a cui sarà data precedenza al posto tuo, ma dovrai rimanere paziente finché non mi incontrerai al Haud (Al-Kauthar in Jennah).” [Al-Bukhârî e Muslim]

Chiedere un impiego non è una qualità positiva. È dunque proibito offrire lavoro a chi lo chiede, senza averne i requisiti e scavalcando gli altri.

I principi e le regole di legislazione islamica sono principi e regole divini: difatti è Allah il Creatore che li ha stabiliti. C’è equità in Islam nel senso che tutti sono uguali davanti ad Allah, governatori o governati, ricchi o poveri, bianchi o neri... Nessuno ha diritto di opporsi ai principi e alle regole di Allah.

Allah l’Altissimo dice : "Quando Allah e il Suo Inviato hanno decretato qualcosa, non è bene che il credente o la credente scelgano a modo loro. Chi disobbedisce ad Allah e al Suo Inviato palesemente si travia."  (Interpretazione del significato del Corano, Sura XXXIII, Al-Ahzâb, I Coalizzati, v.36)

Allah ha prescritto a tutti sia il govenrante che i sudditi di rispettare detti principi e regole e di impegnarsi a metterli in pratica.

Allah l’Altissimo dice : "Quando i credenti sono chiamati ad Allah e al Suo Inviato affinché egli giudichi tra loro, la loro risposta è "Ascoltiamo e obbediamo." Essi sono coloro che prospereranno!" (Interpretazione del significato del Corano, SuraXXIV, An-Nûr, La Luce, v .51)

 

Nessuno possiede un potere assoluto in Islam. Tutti i poteri sono ristretti nei limiti determinati dalla legislazione islamica. Se avviene che il governante violi la legge, non si è tenuto ad obbedirgli, conformemente a quello che disse il Profeta (che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui): "Il Musulmano deve ascoltare ed obbedire che gli piaccia o meno, a meno che non gli venga ordinato di commettere un peccato. Se gli si comanda un peccato, ogni Musulmano è sciolto dall’obbligo di ascoltare e obbedire.” (Abu Dawud: 2626, Al-Bukhari: 7144 e Muslim: 1839)

Fonte:

Riyad As-Salihin Dal Libro della Pazienza

Tafsir Ibn Kathir (volume 2)

 

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