4- La Corruzione

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Allah l’Altissimo dice: “Non divoratevi l'un l'altro i vostri beni, e non datene ai giudici affinché vi permettano di appropriarvi di una parte dei beni altrui, iniquamente e consapevolmente.”  (Corano, Interpretazione del significato, Sura II, Al-Baqara, La Giovenca, verso 188)

`Ali bin Abu Talhah riferì che Ibn `Abbas disse: "Tale verso (il verso 2:188) si riferisce alla persona indebitata di cui non vi è prova del prestito. Dunque egli nega di aver preso in prestito e il caso viene presentato alle autorità anche se egli sa che non è il suo denaro e che sta peccando consumando quello a cui non ha diritto.” Tale opinione fu anche riportata da Mujahid, Sa`id bin Jubayr, `Ikrimah, Al-Hasan, Qatadah, As-Suddi, Muqatil bin Hayan and `Abdur-Rahman bin Zayd bin Aslam. Tutti loro affermarono: “Non disputate quando sapete di esere nell’errore.”  

È riferito nelle due raccolte di sahih che Umm Salamah riferì che il Profeta (che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui) disse: “Sono solo umano! Voi mi presentate i vostri casi; alcuni di voi sono più eloquenti e persuasivi nel presentare le proprie ragioni, potrei dunque [erroneamente] giudicare in suo favore. Ma se do il diritto di un Musulmano ad un altro, gli sto offrendo un pezzo dell’Inferno; dunque non dovrebbe accettarlo.”

Sia il verso del Corano (il verso 2:188) che l’hadith provano che il giudizio delle autorità non cambia la verità.

Per cui il verdetto del giudice non rende lecito quello che di fatto è proibito né rende illecito quello di fatto è permesso. Se il verdetto aderisce alla verità, non c’è alcun male. Altrimenti chi sta imbrogliando, acquisirà soltanto un fardello infernale.

Ciò è quello che Allah ha detto: “Non divoratevi l'un l'altro i vostri beni, e non datene ai giudici affinché vi permettano di appropriarvi di una parte dei beni altrui iniquamente e consapevolmente.” In quanto significa: mentre voi sapete la falsità di quello che affermate. Qatadah disse: “O figli di Adamo, sappiate che le regole o i verdetti dei giudici non vi permettono quello che è proibito o vi proibiscono quello che è permesso. Il giudice decide in base al proprio giudizio e stando alla testimonianza dei testimoni. Il giudice è solo un umano e può commettere degli errori. Sappiate che se il giudice decide erroneamente a favore di un altro, allora quella persona dovrà ancora affrontare l’argomento quando le parti in conflitto incontreranno Allah nel Giorno della Resurrezione. In quel tempo la persona ingiusta verrà giudicata rapidamente e precisamente e ciò oltrepasserà qualsiasi cosa che ha acquisito grazie al giudizio erroneo che ha ricevuto nella vita terrena.”

“O popol mio, riempite la misura e [date] il peso con esattezza, non defraudate la gente dei loro beni e non spargete disordine sulla terra, da corruttori.” (Corano, Interpretazione del significato, SuraXI, Hûd, verso 85)

Abu Hureira (che Allah ne sia compiaciuto)  ha raccontato che il Profeta (che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui) ha detto: “Se un fedele si aggrappa alla mia Sunnah quando la corruzione è rampante nella mia comunità, riceverà la ricompensa di martire.” (At-Tabarani)

 

Il dovere di combattere la corruzione è un dovere comunitario

 

Abu Sa`id Al-Khudri (che Allah ne sia compiaciuto) narrò che  che il Profeta (che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui) disse: “Chiunque tra di voi veda del male, che lo cambi con la propria mano; e se non può, che lo faccia con la lingua; e se non ne è capace, che lo detesti con il proprio cuore, e questo è il livello più basso della fede.” (Hadith autenticato da Al-Albani)

 

Ammonimenti Seri contro la Corruzione

 

Ibn Buraidah (che Allah ne sia compaciuto) narrò da suo padre che  il Profeta (che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui) disse: “I Giudici sono di tre (categorie), due delle quale finiranno all’Inferno ed una sarà invece ammessa in Paradiso:

quelli che giudicano in base ai propri desideri e andranno all’Inferno;

quelli che giudicano senza sapienza alcuna e andranno all’Inferno;

quelli che si aggrappano alla verità nei propri giudizi e nei verdetti; e andranno in Paradiso (Hadith dichiarato autentico da Al-Albani)

 

`Abdullah bin `Amr (che Allah ne sia compiaciuto) narrò che  che il Profeta (che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui) disse: “La maledizione di Allah è su colui che offre una tangente (mazzetta) e su colui che la prende.” (Ahamd, Ibn Majah e autenticato da Al-Albani)

`A'ishah (che Allah ne sia compiaciuto) narrò: “I Coreisciti si preoccuparono per una donna di  Bani Makhzum la quale aveva commesso un furto. Si chiesero: “Chi potrà intercedere per lei con il Messaggero di Allah?”  

Alcuni dissero: “Nessuno oserebbe farlo ad eccezione di Usamah ibn Zaid, che è tanto caro dal Profeta.

Ma quando Usamah ne parlò al Messaggero, egli rispose: “Cerchi di intercedere per qualcuno in un caso connesso con un castigo prescritto da Allah?” Poi si alzò e fece un discorso: “Quello che causò la distruzione dei popoli che vi precedettero, fu che se uno dei nobili rubava, lo perdonavano, e se uno dei poveri rubava, gli infliggevano il castigo legale di Allah. Vi giuro su Allah, che se mia figlia Fatima, fosse responsabile di un furto, le avrei tagliato la mano.” (Al-Bukhari)

 

Fonte: Tafsir Ibn Kathir

 

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