L'islam è la religione della padronanza delle proprie facoltà e della propria coscienza

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* L'islam è la religione della padronanza delle proprie facoltà e della propria coscienza: ogni musulmano si sforza in tutto quello che fa e dice di ottenere la grazia di Allah e di allontanarsi dalla Sua ira. Il musulmano sa di essere continuamente e costantemente sotto sorveglianza divina. Se il musulmano non commette un furto, non lo fa tanto perchè ha paura della polizia o della giustizia civile quanto per la paura che gli incute il castigo previsto da Allah per il furto, nel Giorno del Giudizio. Lo stesso si dirà per tutti gli altri delitti e crimini. Gli insegnamenti islamici educano il musulmano a non fare differenza tra gli atti segreti e quelli dichiarati. Allah infatti dice nel (Corano 20: 7)" [E' inutile che] parli ad alta voce, ché in verità Egli conosce il segreto, anche il più nascosto." Anche il profeta dice a questo proposito: "Devi adorare Allah come se Lo vedessi, e se non Lo vedi, Lui ti sta vedendo" (Bukhari n° 50)
 
 
Per stabilire il principio di autocontrollo o di autogoverno di sè, l'islam prevede le tappe che seguono: Prima tappa: Ha stabilito la fede nell'esistenza di Allah, Dio Unico Onnipotente, Perfetto nella Sua Essenza e nei Suoi Attributi, Conoscitore e Creatore dell'Universo. Nulla accade al di fuori della Sua volontà. Allah Altissimo dice (Il Corano 57:4) " Egli conosce ciò che penetra nella terra e ciò che ne esce, quel che scende dal cielo e quel che vi ascende; Egli è con voi ovunque voi siate. Allah osserva ciò che fate." La Sua Scienza va ben oltre le apparenze materiali, sensibili e visibili e raggiunge i più profondi e reconditi pensieri dell'anima. Allah infatti dice nel (Corano: 50: 16) "In verità siamo stati Noi ad aver creato l'uomo e conosciamo ciò che gli sussurra l'animo suo. Noi siamo a lui più vicini della sua vena giugulare." Seconda tappa: Ha stabilito la fede nella Resurrezione. Allah Altissimo dice infatti: (il Corano: 64: 7) " Coloro che non credono affermano che non saranno affatto resuscitati. Di': «Invece sì, per il mio Signore: sarete resuscitati, quindi sarete informati di quel che avrete fatto. Ciò è facile per Allah.»" Terza tappa: l'islam ha stabilito il principio del giudizio individuale: ognuno sarà personalmente e individualmente retribuito e castigato a seconda di quello che ha fatto. Allah dice (Il Corano:99:7-8): "Chi avrà fatto [anche solo] il peso di un atomo di bene lo vedrà, e chi avrà fatto [anche solo] il peso di atomo di male lo vedrà."
Quarta tappa: ha insistito sulla preminenza dell'ubbidienza ad Allah e al Suo Profeta e sul loro Amore su ogni altro essere o cosa. Allah dice (Il Corano: 9 24) "Di': « Se i vostri padri, i vostri figli, i vostri fratelli, le vostre mogli, la vostra tribù, i beni che vi procurate, il commercio di cui temete la rovina e le case che amate vi sono più cari di Allah e del Suo Messaggero e della lotta per la causa di Allah, aspettate allora che Allah renda noto il Suo decreto! Allah non guida il popolo degli empi.»" Nell'islam, la retribuzione delle buone opere viene moltiplicata, mentre il castigo per le cattive opere equivale solo al loro corrispondente. Allah infatti dice (Il Corano: 6: 160): "Chi verrà con un bene, ne avrà dieci volte tanto e chi verrà con un male ne pagherà solo l'equivalente. Non verrà fatto loro alcun torto" Inoltre l'islam prevede la retribuzione anche della buona intenzione anche se non è seguita dall'atto. Se uno ha l'intenzione di operare del bene anche se non lo fa, viene computata al suo attivo la retribuzione di una buona azione. Meglio ancora: se un musulmano decide di commettere un peccato e finalmente vi rinuncia per timore del castigo di Allah Altissimo, Allah lo ricompenserà con buone azioni perchè ha rinunciato al male per timore di Allah. Il Profeta disse infatti: "Allah Altissimo dice: "Se un mio servo vuole commettere un peccato non gli va ascritto finchè non l'abbia compiuto, se lo esegue registrateglielo con un suo corrispondente castigo, ma se vi rinuncia per timore di Me, registrateglielo come buona opera; se nutre l'intenzione di una buona opera e non la compie iscrivetegliela pure come opera buona; e se la esegue iscrivetegliela aggiungendole da dieci a settecento suoi equivalenti." (Bukhari n° 7062)
Per di più, i desideri leciti quando sono soddisfatti sono considerati atti di adorazione che sono come le opere buone, retribuiti: nutrisrsi per conservare la propria salute, avere dei rapporti sessuali con la moglie in modo da evitare il peccato per sè e per lei, soddisfare i bisogni della famiglia facendo la spesa necessaria, educare i figli e soddisfare le loro necessità fondamentali... sono tutte azioni considerate retribuibili come
 
 
 
opere buone per il musulmano. Il profeta disse a questo proposito: "Quando il musulmano spende a favore della propria famiglia e lo fa per amore ad Allah, il denaro che spende gli è contato come elemosina." (Bukhari n° 55) Il Profeta disse ancora: "Andare a letto con la moglie è una elemosina." I compagni del profeta dissero allora: "Messaggero di Allah, una ricompensa anche per il fatto di soddisfare i nostri desideri?" Disse loro: "Secondo voi, se uno di voi lo facesse per via illecita, non caverebbe un peccato? Così, se lo fa in maniera lecita con buona intenzione, ne avrà ricompensa."(Muslim n° 1006) Più generalmente: ogni atto, ogni gesto, accompagnati da una buona intenzione e fatti in uno scopo di bene sono contati come opera buona di elemosina. Il Profeta disse: "Ogni musulmano deve fare l'elemosina." Domandarono al profeta: "Ma se non possiede nulla ?" Rispose: " Che lavori e faccia l'elemosina con il ricavato." "E se non lo può?" Rispose: "Aiuti il bisognoso! Ed avrà fatto un'elemosina." "E se non lo può?" Domandarono ancora. Rispose: " Dia l'ordine di fare il bene!" "E se non ne ha la possibilità?" Rispose: "Rinunci a fare il male, gli equivarrebbe ad un'elemosina." (Bukhari n° 5676) Nella religione islamica, i peccati dei musulmani che sinceramente si pentono e si impegnano a non commetterne di nuovi, sono mutati in opere buone. Allah Altissimo dice nel (Corano: 25: 68-70) "coloro che non invocano altra divinità assieme ad Allah; che non uccidono, se non per giustizia, un'anima che Allah ha reso sacra; e non si danno alla fornicazione. E chi compie tali azioni avrà una punizione, avrà castigo raddoppiato nel Giorno della Resurrezione e vi rimarrà in perpetuo coperto d'ignominia, a meno che non si penta, creda e operi il bene, ché a costoro Allah cambierà le loro cattive azioni in buone. Allah è perdonatore, misericordioso"
 
 
Questo è per quello che riguarda i diritti di Allah Eccelso; riguardo però ai diritti degli uomini tra di loro, serve che il peccatore ricorra a riparare i danni causati ai suoi simili e chieda loro perdono. Quindi la legislazione islamica si rivolge alla coscienza e alla ragione del peccatore e gli apre la porta del pentimento perchè possa astenersi dal commettere altri peccati. Allah infatti dice (Il Corano 39:53) "Di': « O Miei servi, che avete ecceduto contro voi stessi, non disperate della misericordia di Allah. Allah perdona tutti i peccati. In verità Egli è il Perdonatore, il Misericordioso." L'islam facilita ed agevola il pentimento; Allah dice ancora (Il Corano 4: 110): "Chi agisce male o è ingiusto verso sé stesso e poi implora il perdono di Allah, troverà Allah perdonatore, misericordioso." Tutto questo vale per i musulmani. Per i non musulmani che abbracciano l'islam invece, la loro retribuzione è doppia: per la fede che hanno nel loro profeta e per la loro fede nel messaggio del Messaggero di Allah, Muhammad – pace e benedizione di Allah su di lui. Allah dice infatti: (Il Corano 28:52-54): "Coloro ai quali abbiamo dato il Libro prima che a lui, credono in esso. Quando glielo si recita dicono: « Noi crediamo in esso. Questa è la verità proveniente dal nostro Signore. Già eravamo sottomessi a lui prima che giungesse ».Essi sono coloro cui verrà data ricompensa doppia per la loro perseveranza, per aver respinto il male con il bene e per essere stati generosi di quello che Noi abbiamo concesso loro." Inoltre, tutti i peccati che hanno commesso prima di abbracciare l'islam vengono loro cancellati: infatti è quello che si desume dalle parole del profeta rivolte ad Amr Ibn Al Ass quando abbracciò l'islam e pose come condizione il perdono di tutti i suoi passati peccati; il Profeta gli disse: "... Ma non sai che l'islam cancella i peccati commessi prima di abbracciarlo?.." (Muslim n° 121)
 
 
 
Così come l'islam garantisce a coloro che lo abbracciano la continuità delle loro opere buone anche dopo la loro morte, conformemente a quello che disse il profeta: "Quando l'uomo muore la sua opera viene interrotta, tranne per tre vie: una elemosina continua, una scienza utile o un figlio virtuoso che gli invoca il perdono del Signore." (Muslim n° 1631) Il profeta ha anche detto: "Colui che indirizza la gente alla retta via, avrà una retribuzione simile a quella di tutti quelli che lo avranno seguito senza che nessuno di loro sia privato delle proprie ricompense; e colui che invece chiama al peccato avrà il peso dei peccati di quelli che lo avranno seguito senza che a nessuno di loro sia diminuito il peso dei peccati propri." (Muslim 2674) É questo uno dei motivi essenziali per i quali il musulmano tiene moltissimo ad introdurre riforme nella società in cui vive, promovendo le opere di beneficienza ed incitando gli altri a fare lo stesso, combattendo la corruzione e mostrando i pericoli della sua diffusione.

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