La Dimensione Interiore del Ramadan

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La Dimensione Interiore del Ramadan

 


 

Il digiuno e’ uno dei 5 pilastri dell’ Islam, ed e’ parte integrante di tutte le principali religioni. Il profeta Gesu’ (psl) digiuno’ 40 giorni prima di essere chiamato alla missione profetica. Allo stesso modo, il profeta Mose’ (psl) digiuno’ 40 giorni e 40 notti prima che gli fosse consegnata la Legge.

 


CONTROLLARE I DESIDERI
Il digiuno di Ramadan e’ parte integrante del percorso che l’ Islam prescrive all’ uomo al fine di completare il suo destino morale e spirituale in questo mondo e nell’ Aldila’. E’ il culto speciale designato per sviluppare nell’ uomo la capacita’ di auto-controllarsi e mostrarsi paziente per compiacere Allah (swt), Creatore dell’ umanita’.

 
L’ obiettivo del Ramadan e’ quello di dare all’ uomo il potere di controllare I propri desideri e la tendenza a cadere nell’ aggressivita’, la cattiveria, la rabbia che gli fanno commettere numerosi peccati.
Ricerca la liberazione dell’ anima umana da questi sentimenti, dandole la forza spirituale e morale per promuovere la bellezza, l’ armonia, la pace, la compassione e la giustizia.

 

E’ scritto nel Glorioso Corano :
“Invero inviammo i Nostri messaggeri con prove inequivocabili, e facemmo scendere con loro la Scrittura e la Bilancia, affinché gli uomini osservassero l'equità. (…)” (Surah 57, v.25)




LA TAQWA
Prescrivendo il Digiuno, il Corano dice:
“O voi che credete, vi è prescritto il digiuno come era stato prescritto a coloro che vi hanno preceduto cosi’ che forse (imparino) la moderazione ” (Surah 2, v. 183)

La traduzione della parola araba “taqwa” qui e’ presentata come “moderazione” ma ha un significato piu’ ampio.
Simboleggia la qualita’ che demarca la linea tra moralita’ ed immoralita’, e che distingue gli esseri umani dagli animali come esseri « dotati di morale ».

 
Rappresenta l’ amore ed il desiderio per il bene, ed un forte desiderio di tenere lontano cio’ che e’ male. Coloro che sono neutrali alle domande su bene e male, giustizia ed ingiustizia, compassione e crudelta’ vengono descritti nel Corano come I ciechi e sordi, il cui unico scopo nella vita e’ riempire il proprio stomaco.

“In verità creammo molti dei démoni e molti degli uomini per l'Inferno: hanno cuori che non comprendono, occhi che non vedono e orecchi che non sentono, sono come bestiame, anzi ancor peggio.” (Surah 7, v.179)

 



SVILUPPARE LA TAQWA
Questa qualita’ morale e’ nutrita e puo’ essere sviluppata solo controllando I propri desideri, impulsi ed emozioni e questo e’ esattamente cio’ per cui il digiuno e’ prescritto.
La parola araba usata e’ “siyam” che significa lasciare qualcosa o evitarlo. Alla luce di cio’, il digiuno Islamico puo’ essere definito come l’ atto di culto in cui la volonta’ dell’ uomo abbandona i suoi bisogni legittimati quali bere, mangiare e altri piaceri leciti.



Il Profeta Mohammed (pbsdl) disse: “Quando uno di voi sta digiunando e qualcuno abusa di lui o litiga con lui, egli deve dirgli « non posso risponderti poiche’ sto digiunando »
In un’ altra occasione egli disse « Colui che non lascia il male riceve solo sete e fame dal digiuno »



Attraverso il digiuno cerchiamo di avvicinarci a Dio obbedendogli sinceramente e portando la sua volonta’ nella nostra vita quotidiana, nelle nostre azioni e pensieri finche’ i nostri giorni e le nostre notti non testimonino che Egli (swt) ci e’ piu’ caro di ogni altra cosa.
Guardate alla giornata di un Credente durante Ramadan: si alza prima dell’ alba per un pasto leggero, non beve ne’ mangia tutto il giorno, e’ ansioso di pregare Dio, desidera compiere il bene ed evitare il male e, durante la notte, resta sveglio per compiere la preghiera, sacrifica sonno e comodita’ per offrire preghiere speciali …
Egli non si sta « allenando » per il fisico ma per una lotta continua contro il male sia interiore che esteriore.




RICOMPENSE SPECIALI
E’ risaputo che il Profeta Mohammed (pbsdl) osservava regolarmente il digiuno anche in altre parti dell’ anno a parte Ramadan, e sempre esortava I suoi seguaci a fare lo stesso.
Ma nel mese di Ramadan, quando l’ intera comunita’ Musulmana nel Mondo osserva il digiuno, un significato speciale emerge. Il digiuno si trasforma in un’ istituzione che eleva l’ anima umana ad altezze senza precedenti. Il Profeta (pbsdl) disse : «Ogni buona azione e’ ricompensata da 10 a 700 volte, ma Dio dice che il digiuno e’ un eccezione ; e’ per Me ed il Mio Servitore rinuncia a bere e mangiare per me quindi Io stesso ricompensero’ il Mio servitore per questo. »


IL DONO DEL CORANO
L’ associazione del digiuno con il mese di Ramadan ci ricorda che durante questo mese Allah (swt) perfeziono’ la Sua benedizione sull’ Umanita’ donandoci il Suo ultimo libro, il Corano.
« È nel mese di Ramadân che abbiamo fatto scendere il Corano, guida per gli uomini e prova di retta direzione e distinzione. Chi di voi ne testimoni [l'inizio] digiuni.” (Surah 2, v. 185)

 

Digiunare nel mese di Ramadan quindi prende un nuovo significato morale e spirituale. E’ il mese in cui celebriamo le lodi del nostro Signore per il grande dono del Corano. Lo glorifichiamo e celebriamo la sua Santita’ col digiuno di questo mese. Il Corano non solo ci mostra la retta via, ma guida anche la ragione umana e ci lascia un criterio per distinguere il bene dal male.


Non e’ solo un libro di si’ e no, ma e’ depositario di un’ infinita saggezza, e’ una guida per raggiungere l’eccelenza spirituale e morale e anche per il successo temporale e materiale.


Il Corano valorizza la ragione umana come il piu’ grande dono di Dio all’ uomo e le indirizza il suo messaggio ; tuttavia essa puo’ funzionare nel modo giusto solo se e’ libera ed oggettiva nei suoi punti di vista.


Il digiuno aiuta a liberare la ragione umana da desideri illeciti, dai capricci (individuali e sociali) che spesso la sommergono e la schiavizzano. Digiunare rimette in ordine la ragione attraverso la restrizione (non soppressione ne’ distruzione !) di tre desideri umani dominanti : desiderio della comodita’, del cibo e della procreazione.
Il Corano libera la ragione umana dalle tenaglie di emozioni e sentimenti ciechi ma potenti.




LA RETTA VIA
Seguire la retta via e’, a volte, spiacevole ed implica la restrizione dei propri desideri ed interessi. A volte significa anche fare o dire qualcosa che uno pensa sia vero ma risulta impopolare e rischia di creare odio e dispiacere, magari nei nostri cari.
Restare fermi sulle proprie posizioni e, allo stesso tempo, seguire la retta via richiede una grande forza interiore e sacrificio per scegliere cio’ che e’ giusto e sopportare le difficolta’ ed i sacrifici.


L’ Islam cerca di guidare l’ uomo sulla via della vita eterna, preparandolo ad essa attraverso l’ adorazione, le preghiere, la carita’ ed il digiuno.
Tutto cio’ ha l’ intento di migliorare nell’ uomo il controllo sulla sua vita, avendo il coraggio morale di prendere la via della verita’, della giustizia e della compassione.

 

Che l’ uomo prenda in mano la nave della vita e che la conduca saggiamente e con prudenza attraverso il mare tempestoso e pericoloso, sotto la guida della Rivelazione Divina.
Questo e’ il messaggio di Ramadan.



« In verità, Allah è il mio e vostro Signore. AdorateLo dunque: "ecco la retta via". »
(Surah 3, v.51) 

 




tratto e tradotto da "Inner Dimension of Ramadan"

 

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