La grazia di Non c’è Dio all’infuori di Allah

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La grazia di Non c’è Dio all’infuori di Allah[1]
 
 
 
L’espressione del sincero culto (Non c’è Dio all’infuori di Allah)ha numerosi vantaggi. Pertanto ha denominazioni altrettanto numerose. Ha un profondo significato ed infinite utilità e grazie. Ma queste grazie non danno nessun effetto con la semplice pronuncia, bensì esse si avverano solo credendoci e comportandosi di conseguenza.
 
 
 
In seguito alcuni dei vantaggi di questa parola documentati nei libri di scienza:
 
è la maggiore grazia che Dio – Gloria a Lui l’Altissimo – concedette ai suoi servi e guidò loro verso essa. Perciò la Menzionò nella Sura An-Nahl, detta anche la Sura delle grazie, ponendola a capo della lista di tutte le grazie. Infatti Allah dice quel che può essere tradotto come: “Per ordine Suo scendono gli angeli con la Rivelazione*, su chi Egli vuole tra i Suoi servi: “Ammonite [le genti] che non c'è altro dio all'infuori di Me. TemeteMi dunque”.” (TSC[2], XVI: 2)
è l’impugnatura più salda: “Chi dunque rifiuta l'idolo e crede in Allah, si aggrappa all'impugnatura più salda senza rischio di cedimenti. Allah è audiente, sapiente.” (TSC, II: 256).lo hanno detto Said Ibn Jubair e Ad-Dahhak
è il patto menzionato da Allah, Gloria a Lui l’Altissimo:“non beneficeranno di nessuna intercessione, a parte colui che avrà fatto un patto con il Compassionevole.” (TSC, XIX: 87).
Ibn-Abbàs – che Allah sia soddifatto di lui–disse che il patto è la testimonianza che non c’è Dio all’infuori di Allah; credere che non c’è forza né potere se non per Allah e non pregare che Allah, Gloria a Lui l’Altissimo.[3]
 
è la cosa più bella: “A chi sarà stato generoso e timorato / e avrà attestato la verità della cosa più bella, / faciliteremo il facile” (TSC, XCII: 5-7).[4] Lo hanno riferito Abu Abd Ar-Rahman As-Selmi e Ad-Dahhak in riferimento a Ibn Abbas.
Essa è la verità: “eccetto coloro che avranno testimoniato la verità con piena conoscenza.” (TSC, XLIII: 86).
è il timore di Allah: “e li volse all'espressione del timore [di Allah], di cui erano più degni e più vicini” (TSC, X L VIII: 26)
è la parola ferma: “Allah rafforza coloro che credono con la parola ferma, in questa vita come nell'altra e, allo stesso tempo, svia gli ingiusti. Allah fa ciò che vuole.” (TSC, XIV: 27).
è la parola buona di cui si fal’esempio nel Corano: “ Non hai visto a cosa Allah paragona la buona parola? Essa è come un buon albero, la cui radice è salda e i cui rami [sono] nel cielo” (TSC, XIV: 24). La radice è salda nel cuore del fedele e i suoi rami sono le opere buone che arrivano fino ad Allah – Gloria a Lui l’Altissimo. La parola buona è la sincerità e il buon albero è la palma. Allahparagona l’espressione della sincerità alla palma  per una serie di motivi fra cui:
La palma necessita di: una radice ben radicata, un fusto dritto e deirami alti. Così anche la fede necessita di tre cose: credere con il cuore, esprimere con la lingua e agire con i sensi.
La palma non vive in qualsiasi terreno. Così anche la parola dell’unicità non si stabilisce in qualsiasi cuore, ma solo in un cuore che crede.
La palma ha un fusto ben radicato nel suolo, ha i rami alti. Così anche la parola dell’unicità ha la radice ben forte nel cuore del fedele. Così quando la si dice e ci si comporta in coerenza con essa opera una specie di ascesa diretta verso Allah – Gloria a Lui l’Altissimo – che dice quel che può essere tradotto come: “ascende a Lui la buona parola ed Egli eleva alta l'azione devota.” (TSC, XXXV: 10)
La palma ha frutti perenni che si possono mangiare giorno e notte, d’estate e d’inverno in tutte le forme.Così anche l’opera del credente ascende la mattina e la sera. La benedizione della sua fede non si interrompe mai, bensì gli giova in ogni momento.[5]
 
 
9. Essa è la via verso il Paradiso e la salvezza dal Fuoco:“Chi sarà allontanato dal Fuoco e introdotto nel Paradiso, sarà certamente uno dei beati” (TSC, III: 185) e come nel Hadithconcordato “chi testimonia che non c’è Dio all’infuori di Allah, che Muhammad è il Suo servo e messaggero, e che Gesù è Suo servo e messaggero, suo spirito e Verbo che mandò a Maria; che esiste il Paradiso ed il Fuoco, Dio lo fa entrare nel Paradiso a seconda delle sue opere.[6]
 
10. L’espressione dell’unicità è uno dei motivi per evitare di rimanere perennemente nel Fuoco, per chi l’ha meritato, come si legge nel Hadithdell’intercessione: “Tirate fuori dal Fuoco coloro che dissero non c’è Dio all’infuori di Allah ed ebbero nel cuore anche il peso di un atomo di fede”.[7] La gente della testimonianza, dovessero entrare nel Fuoco per non aver rispettato tutto ciò che essa implica, dovranno comunque uscirne come nei Hadith dei Saheehayn [i due libri che contengono i hadith autentici]: “Uscirà dal Fuoco colui che ha nel cuore quanto il peso di un chicco di granodi bene, uscirà dal Fuoco colui che ha nel cuore quanto il peso di un seme di bene e chi ha quanto il peso di un atomo di bene.”.[8]
 
11.Chiunque la dicesse solo per ottenere il compiacimento di Allah, non andrà mai nel Fuoco, come si legge nel Hadith di Otbàn.[9]
 
12. Per la testimonianza furono creati demoni e uomini: “È solo perché Mi adorassero che ho creato i dèmoni e gli uomini.” (TSC, L I: 56)
 
13. è la via della felicità nelle due vite: “Coloro che hanno creduto e non ammantano di iniquità la loro fede, ecco a chi spetta l'immunità; essi sono i ben guidati”. (TSC, V I: 82)
 
14. è il primo compito del fedele.[10]
 
15. ed è l’ultimo compito. Chiunque pronunciasse in fin di vita la testimonianza entra nel paradiso, come nel Hadith di Mu’àdh.[11]
 
16. è per la testimonianza dell’unicità di Dio che furono mandati i Messaggeri e fatti scendere i Libri: “Non inviammo prima di te nessun messaggero senza rivelargli: “Non c'è altro dio che Me. AdorateMi!”.” (TSC, XXI: 25)
 
17. è la chiave di volta di tutti i messaggi dei Profeti – pace sia su di loro– che predicarono  l’unicità del Creatore. Ognuno di loro disse alla sua gente: “O popol mio, adorate Allah. Per voi non c'è altro dio all'infuori di Lui.” (TSC, VII: 73)
 
18. è la migliore delle opere buone. Abu-Dhar chiese al Messaggero – pace e benedizioni su di lui – un’opera che lo avvicinasse al Paradiso e lo allontanasse dal Fuoco. Rispose Muhammad: se hai fatto un’opera cattiva, falla succedere da una buona, perché questa venga decuplicata nel tuo conto presso Allah. Replicò Abu-Dhar: dire che non c’è dio all’infuori di Allah è un’opera buona? Rispose il Profeta: è la migliore.[12]
 
19. essa è il bene: “Chi verrà con un bene, ne avrà dieci volte tanto” (TSC, V I: 160). Invero è il migliore di tutti i beni e di tutte le opere buone come suddetto.
 
20. ed è il miglior attributo di Dio, come disse il profeta: “Io e i profeti che mi hanno preceduto non abbiamo detto niente meglio della testimonianza che non c’è dio all’infuori di Allah”.[13]
 
21. è l’opera che conta di più. AbdulLàh-Ibn-Omar – che Dio sia soddisfatto di loro due –disse che il Profeta disse: “Al punto di morte, Noè – pace sia su di lui – disse al figlio: ti raccomando la testimonianza che non c’è dio all’infuori di Allahché se i sette cieli e le sette terre venissero messi in una parte della bilancia e nell’altra parte la testimonianza, questa prevarrebbe. se i sette cieli e le sette terre fossero un anello continuo, la testimonianza lo spaccherebbe”[14]
 
22. cancella le opere cattive facendo prevalere quelle buone come si legge nel Hadith dell’uomo del biglietto. Disse il Profeta – Pace e Benedizione su di lui: “Dio Salverà un uomo della mia Ummah il Giorno del Giudizio. Questi viene chiamato al giudizio avendo sulle spalle novantanove conti, ciascuno dei quali si estende a vista d’occhio. Allora Dio gli Chiede se può negare qualcosa di queste opere cattive; se gli angeli custodi che registravano i suoi comportamenti gli avevano fatto torto. L’uomo risponde di no. Allora Chiede Allah se avrebbe qualche scusa. L’uomo risponde di no. Invece Allah Replica che anzi avrebbe un’opera buona da Lui registrata poiché quel giorno sarà fatta la giustizia assoluta. Quindi viene portato un biglietto su cui scritto: testimonio che non c’è Dio all’infuori di Allah e che Muhammad è suo servo e Profeta. Dunque Dio Chiede all’uomo di mettere il biglietto. E questi chiede stupito cosa mai potrebbe farci questo biglietto con tutti i conti pieni di opere cattive. Dio Replica: non subirai torti. Disse il Profeta: “In un piatto della bilancia vengono messi i conti che saltano di fronte al peso del biglietto. Perché niente vale più del nome di Allah.”[15]
 
23. è il grado più alto della fede, come si legge nei Hadith dei due Saheeh che il Profeta – Pace e Benedizione su di Lui – disse: “La fede è suddivisa in più di settanta gradi, il migliore dei quali è la testimonianza.”.[16]
 
24. è la miglior opera e il miglior ricordo di Allah. Vale la liberazione di uno schiavo. Protegge da Satana. Si legge nei due Saheeh: “Chiunque dicesse che non c’è Dio all’infuori di Allah, che è Unico non ha soci; a Lui appartiene la sovranità e la Lode ed è Onnipotente, cento volte al giorno, come se questi avesse liberato 10 schiavi e avrà registrate nel suo conto 100 opere buone, e cancellati 100 opere cattive,lo proteggerà da satana per tutta quella giornata. E nessuno avrà fatto un’opera migliore se non chi ne avesse dette di più.”[17]Sempre nei Saheeh si riporta che Abu-Ayyoub al-Ansary raccontò che il Profeta – Pace e Benedizione su di lui – disse: “chi dice Non c’è Dio all’infuori di Allah l’Unico non ha soci, a Lui la Sovranità e la Lode, ed è Onnipotente dieci volte sarebbe come liberare quattro persone”[18]
 
25. Apre a chi la dice le otto porte del Paradiso, come si legge nel Hadith riportato in Saheeh Muslim: “chiunque di voi dicesse dopo l’abluzione, testimonio che non c’è Dio all’infuori di Allah e che Muhammad è il suo servo e Profeta, avrà aperte le ben otto porte del Paradiso per entrarci da qualunque di queste porte scegliesse.”.[19]
 
26. della testimonianza saranno interrgoati gli uomini al Giorno del Giudizio: “per il tuo Signore, tutti li interrogheremo / a proposito di quello che facevano.” (TSC, XV: 92-93); “Certamente interrogheremo coloro a cui inviammo e certamente interrogheremo gli inviati.” (TSC, VII: 6).
 
27. è la similitudine più alta menzionata nel versetto: “A lui appartiene la similitudine più sublime nei cieli e sulla terra.” (TSC, XXX: 27). La similitudine più sublime è la descrizione perfetta e più perfetta descrizione di Allah è che non esiste dio all’infuori di Lui come nel versetto detto del trono: [Allah! Non c'è altro dio che Lui] (TSC, II: 255).
 
28. Per via di essa, o si è felici o si è sciagurati.
 
29. Per essa, o si prende il libro [Il libro è il registro in cui saranno state scritte le azioni dell'uomo. (n. d. t.)] con la destra o con la sinistra.
 
30. Per essa si dividono anche parenti: “Non troverai alcuno, tra la gente che crede in Allah e nell'Ultimo Giorno, che sia amico di coloro che si oppongono ad Allah e al Suo Inviato, fossero anche i loro padri, i loro figli, i loro fratelli o appartenessero al loro clan.” (TSC, LVIII: 22)
 
31. Per essa fu creata questa vita e quella futura; il Fuoco e il Paradiso.
 
32. è l’essenza della religione, la sua base e tutti i pilastri dipendono da essa e le sono complementari.
 
33. è il rifugio dalla desolazione delle tombe e dallo spavento della resurrezione.
 
34. Solo realizzandola, si possono accettare le buone azioni.
 
35. è la ragione suprema per liberarsi dalla schiavitù verso i comuni mortali: un credente cioè servo di Allah non dipende dagli uomini, non li teme né lavora per soddisfarli. Questa è la vera ricchezza, l’onore sublime che porta l’uomo al successo.
 
36. è l’origine di qualsiasi bene religioso o mondano: “continuamente dà frutti” (TSC, XIV: 25).
 
37. è la fonte di serenità e di altruismo: “e che [li] preferiscono a loro stessi nonostante siano nel bisogno.” (TSC, LIX: 9).
 
38. è il più grande motivo per liberare la mente da superstizioni, illusioni e menzogne.
 
39.è la dichiarazione comune: “Di': “O gente della Scrittura, addivenite ad una dichiarazione comune tra noi e voi: [e cioè] che non adoreremo altri che Allah, senza nulla associarGli, e che non prenderemo alcuni di noi come signori all'infuori di Allah”.” (TSC, III:64).
 
40. è la fonte di coraggio e intraprendenza. Più si conosce a fondo la testimonianza, e ci si comporta di conseguenza, più si è coraggiosi nel giusto. Prova più schiacciante sono i Profeti – Pace su di loro –anche i loro compagni e seguaci, i martiri, i buoni e i combattenti in ogni tempo e luogo.
 
41. è il motivo più grande per mantenere vivi l’entusiasmo e la grinta. Ottenere il compiacimento di Allah ed entrare nel Paradiso è il motivo più grande che esista e chiunque lo abbia presente, questo diventa la sua occupazione più grande.
 
42. è la fonte più grande di potenza e dignità: “La potenza appartiene ad Allah, al Suo Messaggero e ai credenti, ma gli ipocriti non lo sanno.” (TSC, LXIII:8)
 
43. essa è la verità: “Chi ha recato la Verità e chi vi si è attenuto” (TSC, XXXIX:33).
 
44. Per essa si sono sguainate le spade per lo Jihad: “Combatteteli finché non ci sia più politeismo e la religione sia tutta per Allah.” (TSC, VIII:39).
 
45. Contiene entrambi i tipi di invocazione: l’invocazione di adorazione e quella di richiesta.
 
46. Risolve le difficoltà. Una delle sue peculiarità è che essa è il mezzo più grande per risolvere le difficoltà di questa vita e di quella futura ed assolversi dalle loro punizioni. Ecco perché quando Giona fu nel ventre della balena: “Poi implorò così nelle tenebre: “Non c'è altro dio all'infuori di Te! Gloria a Te! Io sono stato un ingiusto!” (TSC, XXI: 87) e lì Dio Accettò la sua preghiera e lo salvò.
 
47. è la ragione più grande della buona condotta, la generosità, la gentilezza, la nobiltà d’animo e la dignità.
 
48. è la testimonianza dell’unicità, quindi è la ragione più grande per ottenere il compiacimento di Dio e la sua Grazia: “Il vostro Dio è il Dio Unico, non c'è altro dio che Lui, il Compassionevole, il Misericordioso.” (TSC, II:163).
 
49. i più felici dell’intercessione di Muhammad saranno coloro che avranno dichiarato che non c’è dio all’infuori di Allah con sincerità. Abu-Hurairah raccontò che Muhammad – Pace e Benedizioni su di lui –disse: i più felici della mia intercessione al Giorno del Giudizio, coloro che avranno pronunciato la testimonianza con sincerità.[20]
 
50. Chiunque avvertisse il senso pieno della testimonianza nel cuore e si comporta in coerenza con essa, gli sarà più facile fare del bene, abbandonare il male e supportare le disgrazie. Al fedele, le obbligazioni religiose non sono mai pesanti perché aspira al compiacimento e la ricompensa di Allah; è facile astenersi dai peccati che possono attirare l’anima perché teme la punizione di Dio; si consola al momento delle disgrazie perché sa bene che sono mandate da Dio e quindi è per il suo bene in questa vita e in quella futura, che lui capisca o meno il senso dietro di esse.
 
51. A chiunque facesse piena conoscenza di essa e si comportasse di conseguenza, Allah rende facile ed amabile la fede al suo cuore e detestabili la miscredenza, la malvagità e la disobbedienza e lo rende saggio.
 
52. Qualora l’unicità fosse piena nel cuore e si realizzasse pienamente con la massima sincerità, il poco delle opere buone diventa molto e queste si moltiplicano in modo illimitato.
53. Allah garantì a chi ci creda la vittoria in questa vita, la dignità, l’onore, la saggezza oltre a facilitare la sua vita.
 
54. Allah allontana dalla gente della testimonianza i mali di questa vita e di quella futura: “In verità, Allah difende coloro che credono” (TSC, XXII: 38).
 
55. è proprio questa la corda di Allah: “Aggrappatevi tutti insieme alla corda di Allah” (TSC, III: 103).
 
56. La vita buona è degna solo della gente della fede e che credono nell’unicità pura: “Daremo una vita eccellente a chiunque, maschio o femmina, sia credente e compia il bene” (TSC, XVI:97).
 
57. si avrà la buona novella al momento della morte: “Gli angeli scendono su coloro che dicono: “Il nostro Signore è Allah”, e che perseverano [sulla retta via]. [Dicono loro:] “Non abbiate paura e non affliggetevi; gioite per il Giardino che vi è stato promesso.” (TSC, XLI: 30).
 
58. essa è lo slogan dei fedeli monoteisti: sono loro la gente di “Non esiste Dio all’infuori di Allah”.
 
59. essa è il legame fra i credenti: basta crederci e si ha la più onorevole delle parentele: Abramo – Pace sia su di Lui – diventa tuo padre e le mogli del Profeta tue madri e tutti i credenti tuoi fratelli: “nella religione, quella del vostro padre Abramo” (TSC, XXII: 78) “Il Profeta è più vicino ai credenti di loro stessi e le sue spose sono le loro madri.” (TSC,  XXX III:6)“In verità i credenti sono fratelli” (TSC,  XLIX:10)
 
60.è anche la ragione del perdono che chiedono gli angeli. Questi chiedono perdono per i credenti, la gente della testimonianza shahàdah:  “e invocano il perdono per i credenti” (TSC, XL:7)
 
61.è anche il motivo del perdono dei credenti: “Sappi che in verità non c'è dio all'infuori di Allah e implora perdono per la tua colpa e per i credenti e le credenti.” (TSC, XLVII: 19). Ogni credente chiede il perdono per tutti gli altri, ti spetterà una parte della benedizione di questo perdono.
 
62. è l’espressione della sincerità poiché il fondamento è l’azione del cuore.
 
63. è l’espressione del bene: “Qual altro compenso del bene se non il bene?” (TSC, LV: 60). “Bene a chi fa il bene, e ancor di più” (TSC, X: 26) e fare il bene qui si intende la testimonianza.[21]
 
64. è la vera invocazione: “A Lui [spetta] la vera invocazione” (TSC, XIII: 14). Ibn-Abbàs disse che questa invocazione è proprio la testimonianza[22].
 
65. è l’espressione della giustizia. “In verità Allah ha ordinato la giustizia e la benevolenza” (TSC, XVI: 90). Ibn-Abbàs disse la giustizia è dichiarare la testimonianza.[23]
 
66. ed è la parola migliore: “Saranno guidati alla Parola migliore” (TSC, XXII: 24). Cioè saranno guidati a ogni bene. Niente è migliore né più puro di questa parola.
 
67. essa è la parola perpetua. La testimonianza non si elimina per colpa di ogni peccato ma ogni peccato può essere eliminato con la testimonianza. “E [ricorda] quando Abramo disse a suo padre e al suo popolo: “Io rinnego tutto quello che voi adorate, / eccetto Colui Che mi ha creato, poiché è Lui che mi guiderà”. / E di ciò fece una parola che doveva perpetuarsi nella sua discendenza” (TSC, XLIII: 26-28). Dio ha ricordato la testimonianza dopo aver spiegato il suo significato: “Io rinnego tutto quello che voi adorate” col senso di Non c’è altro Dio “eccetto Colui Che mi ha creato” cioè eccetto Allah.
 
68. è la parola più alta: “e rese infima la parola dei miscredenti, mentre la Parola di Allah è la più alta” (TSC, IV: 40)
 
69. essa è la salvezza come disse il credente del popolo del Faraone: “O popol mio, perché vi chiamo alla salvezza mentre voi mi chiamate al Fuoco?” (TSC, XL: 41). La salvezza è la testimonianza dell’unicità di Dio.
 
70. essa è la retta via: “coloro che dicono: “Il nostro Signore è Allah”, e che perseverano [sulla retta via].” (TSC, XLI: 30).
 
71. è la parola dell’unione, della riconciliazione: la parola dell’unicità è il fondamento della parola unita. Allah concedette la grazia di questa testimonianza ai credenti. Li riconciliò insieme dopo che erano divisi: “ricordate la grazia che Allah vi ha concesso: quando eravate nemici è Lui che ha riconciliato i cuori vostri e per grazia Sua siete diventati fratelli.” (TSC, III: 103).
 
72. è la parola degli onesti: “70. O credenti, temete Allah e parlate onestamente” (TSC, XXX III: 70).
 
73. è la carità: “La carità non consiste nel volgere i volti verso l'Oriente e l'Occidente, ma nel credere in Allah e nell'Ultimo Giorno” (TSC, II: 177).
 
74. essa è il culto sincero: “Non appartiene forse ad Allah il culto sincero?” (TSC, XXXIX: 3) la rassegnazione ad Allah è l’indizio che non c’è dio adorato eccetto Allah.
 
75. è la retta via: “Guidaci sulla retta via” (TSC, I: 6); “In verità, questa è la Mia retta via: seguitela” (TSC, V I: 153); “In verità tu guiderai sulla retta via” (TSC, XLII: 52).
 
76. è motivo di vittoria: “O voi che credete, quando incontrate una schiera [nemica] state saldi e menzionate incessantemente il nome di Allah, affinché possiate prosperare.” (TSC, VIII: 45) e pronunciare la testimonianza è il modo sublime di menzionare Allah.
 
77. è fonte di forza: “Allah ha promesso a coloro che credono e compiono il bene di farne [Suoi] vicari sulla terra, come già fu per quelli che li precedettero, di rafforzarli nella religione che Gli piacque dar loro” (TSC, XXIV: 55).
 
78. è la ragione di dignità per chi la dichiara, come Bilàl al-Habashy e Salmàn al-Farsy – che Dio si Compiaccia di loro due; e di umiliazione per chi la rinnega, come i nobili quraisciti.
 
79. è motivo di risparmio delle vite e dei beni. Il profeta disse: “mi è stato ordinato di combattere la gente finché non pronunciassero la Testimonianza, non facciano la preghiera e non paghino la Zakat. Una volta fanno ciò, risparmiano la loro vita e i loro beni tranne ciò che l’Islam li obbliga a pagare”.[24]
 
80.è la parola della Testimonianza: “Allah testimonia, e con Lui gli Angeli e i sapienti, che non c'è dio all'infuori di Lui, Colui Che realizza la giustizia. Non c'è dio all'infuori di Lui, l'Eccelso, il Saggio.” (TSC, III: 18).
 
81. è il bene supremo: “Sorga tra voi una comunità che inviti al bene, raccomandi le buone consuetudini e proibisca ciò che è riprovevole.” (TSC, III: 104). La dichiarazione dell’unicità è il bene supremo così come il politeismo è il male più grave.
 
82. è la prima cosa che si deve predicare, come si legge nel Hadith di Mu’àdh quando il Profeta lo mandò allo Yemen e disse: “prima cosa che dovete predicare è il fatto che non c’è Dio all’infuori di Allah”.[25]
 
83. è la religione di nostro padre Abramo – Pace sia su di lui: “religione, quella del vostro padre Abramo che vi ha chiamati “musulmani”.” (TSC, XXII: 78).
 
84. essa è anche la decima (Zakat): “Guai agli associatori, / che non pagano la decima e non credono nell'Altra vita.” (TSC, XLI: 6,7). Ibn-al-Qayyem nel suo Ighàthat al-Lahfàn[soccorso dell’anelante N. d. t.] dice che la maggior parte degli esegeti videro che la frase di “non c’è Dio all’infuori di Allah” è la testimonianza dell’ unicità di Dio; è la fede che purifica i cuori e nega la divinità a chiunque altro che Allah ed è l’origine di ogni purificazione [Si ricorda che il termine Zakàt in arabo etimologicamente deriva da Tazkyah cioè purificazione. N. d. t.] e crescita.[26]
 
85. per via della testimonianza e del credere in essa e il lavorare a seconda di ciò che implica, s’illumineranno dei visi e si annereranno degli altri. Si illumineranno i visi della sua gente, la gente dell’obbedienza e della fede; e s’anneriranno quelli dei suoi nemici, la gente della miscredenza e della disobbedienza: “Il Giorno in cui alcuni volti si illumineranno e altri si anneriranno” (TSC, III: 106).
 
 
 
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[1]La parola Allah è il termine arabo per indicare Dio.Sebbene l'uso della parola “Allah” sia maggiormente associata all'Islam, non è usata esclusivamente dai musulmani; anche gli arabi cristiani e gli ebrei di lingua araba usano questo termine per riferirsi al Dio Unico. La parola araba esprime con più precisione le ineguagliabili caratteristiche dell'Unico Dio rispetto al termine italiano.Considerando che la parola “Allah” non ha forma plurale in arabo, in quella italiana ce l'ha. Allah è il Dio adorato da Noè, Abramo, Mosè, Gesu e Muhammad (ntd).  
 
[2]TSC= traduzione del significato del Corano. Questa è la traduzione del significato concordato fino adesso del versetto indicato nella Sura. La lettura della traduzione del significato del Corano, con qualsiasi lingua, non può sostituire mai la sua lettura in lingua araba; poiché questa è la lingua in cui è stato rivelato.
 
[3]L’esegesi del Grande Coranodi Ibn-Kathìr, 53/3
 
[4]Vedi L’esegesi del Grande Corano, 519/4
 
[5]Vedi esegesi de Al-Baghawy [I segni della rivelazione] 247/4. autenticato da Othmàn Giumaah Damyryah, Hamd an-Nimr e Sulaimàn al-Harsh.       
 
[6]Al-Bukhàry, 139/4; Muslim, 57/1
 
[7]Al-Bukhàry (6560), Muslim (183), An-Nasà’y 113/8, At-Termidhy (2598), Ibn-Màgiah (60)   
 
[8]Al-Bukhàry (44), Muslim (193)
 
[9]Al-Bukhàry (110/1), Muslim (61/1)
 
[10]Al-Bukhàry (25), Muslim (20)
 
[11]Riportato da Abu-Dauùd (3116), Al-Hàkim ne Al-Mustadrak (351/1) e autenticato da Adh-Dhahàby e Al-Albàny in Sahìh al-Giàmi’ (6479)  
 
[12]Riportato dal Imàm Ahmad nel suo Musnad (169/5), autenticato da Al-Albàny nel Sahìhah  (1373) e Sahìh al-Giàmi’ (690)
 
[13]Riportato da Màlik ne Al-Mautaa (422/1) e disse Al-Albàny autentico e fatto risalire senza interruzione al Profeta tramite ibn A’dy e Baihaqy riferito a Abu Hurayra. Vedi As-Sahìhah (1503).
 
[14]Riportato da Ahmad 170/2 come autentico e lo riportò Al-Albàny nella serie dei Hadith autentici (134)
 
[15]Riportato da At-Tirmidhy (2639) e ne precisò l’autenticazione Ibn-Màgiah (4300) e Ibn-Hibbàn (2523) e lo autenticò pure Al-Albàny in Sahìh al-Giàmi’ (1776)    
 
[16]Al-Bukhàry (8/1) e Muslim (35)
 
[17]Al-Bukhàry (167/7) e Muslim (2691)
 
[18]Al-Bukhàry (167/7) e Muslim (2693)
 
[19]Muslim (234)
 
[20]Al-Bukhàry (99)
 
[21]Vedi L’esegesi del Grande Corano 280/4 
 
[22]Vedi L’esegesi del Grande Corano 288/2
 
[23]L’esegesi del Grande Corano565/2
 
[24]Al-Bukhàry (25) e Muslim (20). Questo combattimento non da intendersi in modo assoluto ma nel quadro dello Jihad che ha delle regole che lo regolano.
 
[25]Al-Bukhàry (1395) e Muslim (19)
 
[26]Ighàthat al-Lahfàn[soccorso dell’anelante], p. 56 verificato da Magidy Fatehy As-Sayed   

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