La Preservazione Divina della Sunnah (1 di 7): La Comprensione dei Compagni circa la loro grande responsabilità.

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Descrizione: La seguente serie di sette articoli illustra i mezzi utilizzati nel corso della storia per garantire che la Sunnah, o insegnamenti del Profeta Muhammad (la pace e le benedizioni siano su di lui), rimanesse autenticamente conservata e priva di alterazioni e interpolazioni.  

Da Jamaal al-Din Zarabozo, IslamReligion.com

 

Introduzione: La Sunnah e la sua posizione nell'Islam

 

Quando si parla di Sunnah ci si riferisce all’insieme delle azioni, delle dichiarazioni e persino lo stile di vita del Profeta Muhammad (che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui). Si tratta di un aspetto essenziale nell'intero sistema dell'Islam. Dio stesso nel Corano ha ordinato ai musulmani di utilizzare i modi del Profeta (che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui) come modello di vita e di ascoltare e di obbedire alle sue parole. La Sunnah è l'espressione ideale di messa in pratica dell'Islam.

 

Ed è altrettanto la spiegazione risoluta del Corano stesso. Senza di essa, infatti, non è possibile comprendere come applicare i precetti coranici e l'Islam nella vita quotidiana[1].

 

La Sunnah del Profeta (che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui) è stata conservata in quella che è conosciuta come “La Letteratura del Hadith”. Il tema della conservazione della Sunnah e del hadith, in realtà, è una questione che riguarda la conservazione e la purezza della religione islamica stessa. Quest'argomento diventa ancora più importante se si considera che, purtroppo, molti hanno una falsa concezione di come siano state conservate le notizie e, di conseguenza, non possiedono piena fiducia nell’autenticità degli ahadith del Profeta (che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui).

 

Alcuni dei mezzi con i quali Dio ha preservato la Sunnah

 

Dio, guidando l'uomo, ha disposto molti mezzi con cui Egli ha conservato la Sunnah. Alcuni di questi aspetti rappresentano una particolarità propria della nazione musulmana. Fatto importante da evidenziare è che questi mezzi di conservazione sono stati messi in atto fin dai primi tempi, senza intervalli e senza smarrimento del materiale.

 

Alcuni dei fattori e dei mezzi che hanno contribuito alla conservazione della Sunnah sono:

 

  • La Consapevolezza da parte dei Compagni della responsabilità.

 

È ben evidenziato nel Corano come i popoli precedenti distorsero, manomisero e, più generalmente non furono in grado di conservare minuziosamente il messaggio o la scrittura che avevano ricevuto[2]. I Compagni del Profeta, che Iddio elogi e preservi lui e si compiaccia di loro, sapevano che il Profeta Muhammad sarebbe stato l'ultimo dei Messaggeri inviati all'umanità e che avevano la responsabilità di conservare integri i suoi insegnamenti. E quindi sarebbe stato compito loro fare in modo che non accadesse nulla al messaggio del Profeta Muhammad (che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui), ciò che era invece accaduto agli insegnamenti dei profeti precedenti. Inoltre, lo stesso Profeta confermò la responsabilità dei Compagni di apprendere da lui e trasmettere agli altri.

Disse il Profeta, ad esempio, alla folla di persone durante il pellegrinaggio:

 

“Che il presente informi l'assente, può darsi che colui che viene informato sia più comprensivo di chi ha sentito”. [Al-Bukhari e Muslim].

 

Questo insegnamento profetico ricorre in molte delle sue affermazioni, alcune delle quali sono state narrate da numerosi Compagni.

 

Ad esempio, disse il Profeta (che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui):

 

“Che Iddio illumini la persona che ascolta il mio detto, in seguito lo comprende, e poi lo comunichi da parte mia. Può darsi che un possessore di sapienza non sia sapiente e può darsi che un possessore di sapienza lo riporti a chi è più sapiente di lui.”[3].

 

Il Profeta (che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui) li ammonì, anche in modo molto severo, circa il riportare qualsiasi notizia scorretta in suo riferimento. L'uso del termine arabo “kadhab” nel linguaggio del Profeta non significava solo “mentire”, bensì intendeva il comunicare qualcosa di non corretto. 'Abdullah bin 'Amr bin Al-'As (che Allah ne sia compiaciuto) disse che il Profeta (che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui) aveva dichiarato:

 

“Trasmettete di me anche un solo versetto del Corano; raccontate dei Figli di Israele, e non vi è alcuna restrizione in ciò; ma colui il quale inventi deliberamente una bugia contro di me, che si prepari alla sua postazione nel Fuoco.” [Al-Bukhari].

 

Pare che il Profeta (che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui) abbia ammonito di ciò in diverse occasioni, poiché questi termini sono stati riportati da oltre cinquanta compagni [4].

 

Così, i Compagni si resero conto di quanto dovevano prestare attenzione alle proprie narrazioni. Hanno capito l'avvertimento riguardo a chi attribuisce narrazioni falsamente al Profeta (che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui), e ciò vale sia per chi commette questo intenzionalmente e sia per chi lo commette non intenzionalmente, per superficialità.

 

In una narrazione registrata nel Sahiih Al-Bukhari, fu chiesto al Compagno Al Zubair, che Allah si compiaccia di lui, del perché non avesse narrato molti ahadith, e così rispose:  “Quanto a me, non mi sono mai allontanato da lui [ovvero dal Profeta]. Tuttavia gli ho sentito dire: « Chi mi attribuisce qualcosa falsamente ed intenzionalmente, che si prepari alla sua postazione nel Fuoco »”.

 

Commentando quest'affermazione, Ibn Hajar[5] ha evidenziato che Al Zubair ovviamente non si riferiva a se stesso sul fatto del poter produrre qualcosa in nome del Profeta. Temeva invece che narrando molto potesse cadere in errore e quindi rientrare di conseguenza del monito citato[6].

 

Disse Anas Ibn Malik: “Se solo non temessi di errare, vi direi cose che ho sentito dal Messaggero di Allah. Ciò perché l'ho sentito dire: «Chi mi attribuisce qualcosa falsamente ed intenzionalmente, che si prepari alla sua postazione nel Fuoco» [7]. Questo, ancora una volta, implica come Anas, un Compagno, che Allah si compiaccia di lui, abbia capito che il monito del suddetto hadith vale anche per chi commette errori non intenzionali, durante il resoconto del hadith.

 

Tuttavia, altri Compagni come Abu Hurairah, continuarono a studiare e memorizzare gli ahadith appresi dal Profeta e di conseguenza, non avevano molto da temere a riguardo di eventuali errori. Ciò a differenza di coloro che non si erano dedicati a un tale studio intensamente e che avevano quindi più da temere che la loro memoria potesse ingannarli durante la narrazione.


 

Nota:

[1] Quest'autore ha discusso in dettaglio la posizione e il ruolo della Sunnah nell'Islam nel suo libro “L'autorità e l'importanza della Sunnah” (Denver, CO: Al-Bashiir Company, 2000).

[2]Il Corano stesso si riferisce alla distorsione dei libri precedenti da parte di quei popoli, ed altrettanto riferisce dei loro tentativi di occultare un parte della rivelazione. Si osservi ad esempio i versetti: [05:14-15] e [04:46].

[3] See Abdul Muhsin al-Abbaad, Diraasat Hadeeth Nadhara Godu imraan Sama Muqaalati...: Riwaayah wa Diraayah (no publication information given), passim.

[4] Si veda, Turuq Hadeeth Man Kadhaba Alayya Mutamadan  di Sulaimaan al-Tabaraani, (Beirut: al-Maktab al-Islaami, 1990).

[5] Uno dei più autorevoli commentator di Sahiih Al-Bukhari – IslamReligion.com

[6] Ahmad ibn Hajar, Fath al-Baari Sharh Sahiih al-Bukhaari (Makkah: Maktabah Daar al-Baaz, 1989), vol. 1, p. 201.

[7] Questa versione è stata riportata da Al-Daarimi. Secondo Abdul Rahman al-Birr, la sua catena di trasmissione è autentica. Si veda “ Manaahij Adaab ua al-Sahaabah fi al-Ta'allum ua al-Ta'liim” Abdul Rahman al-Birr, (Al-Mansoorah, Egitto: al-Daar Yaqeen, 1999)., Pag. 183.

 

 

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