Le Regole dello Scherzo

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La vita islamica non è come si crede, lontana dal gioco, dal divertimento lecito e dallo scherzo.

Handhala Al Asyady disse: “Abu Bakr mi disse un giorno per strada: ‘Come stai Handhala?’ Risposi: ‘Handhala commette ipocrisia!’ Mi fece: ‘Gloria ad Allah! Che dici?’ Allora dissi: ‘Noi ci ritroviamo presso il Messaggero di Allah che ci parla dell'Inferno e del Paradiso come se li vedessimo coi nostri occhi. Poi quando ce ne andiamo, ci occupiamo delle nostre spose, dei nostri figli e dei nostri beni e ci dimentichiamo di molte cose.’ Abu Bakr disse: ‘Per Allah, siamo quasi nella stessa situazione.’ Mi recai con Abu Bakr dal Messaggero di Allah (che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui) e gli ridissi quello che avevo espresso ad Abu Bakr. Il Profeta (che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui) disse: ‘Per Colui nella Cui Mano è la mia vita, se voi rimaneste sempre uguali a come quando siete in mia presenza e foste sempre assorti nel Ricordo (di Allah), gli Angeli vi stringerebbero le mani nei vostri letti e nel vostro cammino ma, Hanzala, del tempo deve essere devolto (ad affari modani) e del tempo (deve esssere devolto alla preghiera e alla meditazione). Egli lo disse tre volte.” (Sahih Muslim n° 2750) È chiaro da questo hadith che il gioco e lo scherzo leciti sono necessari; sono indispesabili affinché l'anima possa recuperare la propria vivacità e la prontezza. Il Profeta peraltro ha anche espresso che lo scherzo si accompagni alla verità: “Gli dissero: ‘Messaggero di Allah, tu scherzi con noi.’ Rispose. ‘Eppure, dico solo la verità.’” (Tirmidhi n° 1990)

 

Lo scherzo non si fa solo a parole, si esprime anche con i fatti. Anass Ibn Malik (che Allah ne sia compiaciuto) riferisce che un beduino, chiamato Zahir portava spesso dal deserto regali al Profeta (che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui), il quale ricambiava con altri regali e necessità quando ritornava. “Zahir è il nostro deserto e noi siamo la sua città”, diceva il Profeta. Una volta il Profeta andò a trovarlo mentre vendeva le sue merci. Gli venne da dietro, lo abbracciò senza lasciargli il modo di vederlo. Zahir esclamò: “Lasciami, chi sei?” Ma appena capì che si trattava del Profeta (che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui), cessò di agitarsi e restò con il dorso contro il petto di colui che lo abbracciava. Il Profeta (che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui)si mise allora a gridare: “Chi vuole comprarsi uno schiavo?” Zahir rispondeva: “Vedrai, O Messaggero di Allah, non ho nessun valore.” Il Profeta (che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui)gli disse: “Ma presso Allah, vali tanto!” (Ibn Habban. n°5790)

 

Lo scherzo non deve offendere il musulmano né spaventarlo. Il Profeta (che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui) disse: “Non è permesso che un musulmano ne spaventi un altro.” (Ahmad n° 23114)

 

Lo scherzo non deve varcare i limiti della verità, non deve cioè condurre ad inventare o dire bugie e menzogne nell'intento di scherzare o far ridere. Si riferisce che il Profeta (che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui)disse: “Guai a chi racconta menzogne per far ridere, guai a lui, guai a lui!” (Abu Daud n° 4990)

 

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