Pretendere di Giustificare le Proprie azioni con la Predestinazione

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13- Pretendere di giustificare le proprie azioni con la predestinazione

 

Solo Allah conosce quello che avverrà in futuro mentre ciò è sconosciuto agli uomini. Per questo nessuno può pretendere di giustificare le proprie cattive azioni o la negligenza dei propri obblighi con il fatto che ciò era predestinato. Quindi, la teoria della predestinazione non può essere presa a pretesto contro Allah e contro gli uomini in quanto se ciò fosse possibile nessuno potrebbe essere punito per le sue cattive azioni e non si potrebbe esercitare la giustizia con la conseguente diffusione dell’illegalità e dei soprusi, l’abbandono della religione e l’imbarbarimento della società: tutto ciò è un male da tutti riconosciuto.

A chi invece dice che è inutile operare il bene ed astenersi dal compiere il male in quanto non si sa con certezza se si è della gente del Paradiso o dell’Inferno, va risposto che se l’uomo avesse saputo qual è il suo destino dopo la morte, sarebbe stato inutile ordinargli o proibirgli nulla, invece è importante che l’uomo operi secondo quanto gli viene ordinato da Allah nella speranza che Lui gli conceda di essere della gente del Paradiso.



Un compagno del Profeta (la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui), quando sentì i detti che riguardavano la predestinazione, disse: «Non mi sono mai sforzato tanto nel fare buone azioni di quanto mi sto sforzando ora».


Quando fu chiesto al Profeta (la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui) delle persone che pretendevano di giustificare le proprie cattive azioni o la negligenza dei propri obblighi con il fatto che ciò era predestinato, rispose:

«Agite, affinché ognuno possa trovare la strada che guida verso ciò che gli è stato predestinato, chi è (stato destinato ad essere) della gente della felicità, gli sarà reso facile (il cammino) verso le opere della gente della felicità. Chi invece è (stato destinato ad essere) della gente dell’infelicità, gli sarà reso facile (il cammino) verso le opere della gente dell’infelicità». Recitò poi il seguente versetto del Corano:

“Chi invece sarà stato generoso e timorato ed avrà attestato la verità e la cosa più bella, faciliteremo per lui (la strada verso) il facile. A chi invece sarà stato avaro ed avrà creduto di bastare a sé stesso ed avrà tacciato di menzogna la cosa più bella, faciliteremo per lui (la strada verso) il difficile” (Traduzione del significato del Corano, Sura XCII, Al-Layl, La Notte, versetto 5-10).


 

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